Sanità Sindacale 

Buoni pasto anche ai turnisti della sanità: la Uil Funzione pubblica vince la causa

Il Tribunale del Lavoro riconosce il diritto alla mensa o all’indennità sostitutiva anche al personale impiegato su turni. La vertenza, avviata nel 2023 con l’assistenza dell’avvocato Paolo Sivori, apre ora la strada a nuove richieste nelle aziende sanitarie

Il personale sanitario che lavora su turni ha diritto alla mensa oppure al buono pasto sostitutivo previsto dal contratto collettivo nazionale. Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Genova al termine della causa promossa dalla Uil Funzione pubblica genovese, assistita dall’avvocato Paolo Sivori.

La decisione riguarda l’applicazione dell’articolo 27 del contratto collettivo nazionale della sanità relativo al triennio 2016-2018 e, secondo il sindacato, supera una disparità che per anni avrebbe penalizzato lavoratrici e lavoratori sottoposti a un’organizzazione dell’orario articolata su turni.

Il punto centrale della pronuncia è che la modalità di svolgimento del servizio non può diventare il presupposto per escludere una parte del personale da un trattamento previsto dal contratto. Il diritto alla mensa o al buono pasto, quindi, deve essere riconosciuto anche a chi presta attività in fasce orarie differenti da quelle ordinarie.

La vertenza era iniziata nel 2023 e si è conclusa con il riconoscimento della tesi sostenuta dalla Uil Funzione pubblica: le tutele contrattuali non possono essere applicate in modo restrittivo sulla base della sola articolazione dei turni.

Per il sindacato, la sentenza assume un rilievo che va oltre il singolo procedimento genovese. La decisione potrebbe infatti costituire un precedente utile nelle controversie aperte in altre aziende sanitarie, anche fuori dalla Liguria, nelle quali il personale turnista sia stato escluso dal servizio mensa o dal beneficio economico sostitutivo.

«È una vittoria di giustizia e di rispetto dei diritti dei lavoratori», afferma la Uil Funzione pubblica di Genova, sottolineando che il risultato è arrivato dopo un percorso durato tre anni e sostenuto con continuità dall’organizzazione sindacale.

La pronuncia, tuttavia, non produrrà automaticamente l’estensione del beneficio a tutti i dipendenti interessati. Sarà necessario verificare l’applicazione della sentenza nelle singole aziende e le condizioni contrattuali di ciascun lavoratore.

La Uil Funzione pubblica annuncia quindi che proseguirà l’attività di assistenza e controllo affinché il principio riconosciuto dal Tribunale venga recepito dalle strutture sanitarie e nessun dipendente turnista venga escluso dal trattamento previsto dal contratto nazionale.


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